Perché la guerra in Siria si sta spostando verso il nord
Decine di cadaveri, almeno cinquanta, sono stati ritrovati a Karma al Zeitoun e al Adawiy, quartieri di Homs, città siriana roccaforte della resistenza al regime di Bashar el Assad. Gli attivisti dell’opposizione riferiscono che tutte le vittime sono state sgozzate: un'esecuzione di massa commessa dai lealisti. Il governo, attraverso il ministro dell’Informazione Adnan Mahmoud, ha confermato la notizia. Leggi Due piani per cacciare Assad di Daniele Raineri - Leggi Anche nelle strade del Libano Bashar el Assad ti guarda sorridente di Rolla Scolari - Leggi La guerra in Siria raccontata con i video di The Tank
17 AGO 20

Decine di cadaveri, almeno cinquanta, sono stati ritrovati a Karma al Zeitoun e al Adawiy, quartieri di Homs, città siriana roccaforte della resistenza al regime di Bashar el Assad. Gli attivisti dell’opposizione riferiscono che tutte le vittime sono state sgozzate: un'esecuzione di massa commessa dai lealisti. Il governo, attraverso il ministro dell’Informazione Adnan Mahmoud, ha confermato la notizia, spiegando invece che si tratta di “civili sequestrati, uccisi e successivamente mutilati da gruppi terroristi per impressionare l’opinione pubblica internazionale, diffondendo le riprese attraverso al Jazeera e al Arabiya”.
Sono diversi i video della carneficina che stanno circolando nelle ultime ore sul web: in tutti si vedono decine di corpi accatastati a terra, molti sono avvolti da coperte. Numerosi i bambini e le donne. I cadaveri portano i segni evidenti della violenza: crani spaccati, fori di proiettili, profondi tagli alla gola, bruciature sul corpo. In uno dei filmati, l’attivista Omar al Homsi (usa uno pseudonimo per proteggere la propria identità) sostiene che “almeno cinquantuno civili sono stati assassinati dalle milizie lealiste penetrate a Karma al Zeitoun e al Adawiy alla ricerca dei superstiti”. Si tratterebbe, dunque, di un’esecuzione di massa da parte delle forze del regime. Il Consiglio nazionale siriano ha chiesto un’immediata riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, constatato che né la missione dell’inviato speciale Kofi Annan né la visita del responsabile degli Affari umanitari, Valerie Amos, hanno prodotto risultati apprezzabili.
A margine della riunione del “quartetto” per il medio oriente programmata oggi a New York, il Segretario di stato americano, Hillary Clinton, incontrerà il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. Intanto, il rappresentante dei Comitati rivoluzionari di Idlib, Abu al Bara’a, ha riferito alla tv Al Arabiya che nella notte alcune squadre dell’Esercito di Damasco hanno sequestrato nei dintorni della città “trentacinque persone, tutte civili”. Dopo aver preso il controllo Homs, prosegue al Bara’a, “il regime sta preparando una violenta offensiva contro Idlib, dove è forte la presenza di gruppi ribelli”.
Anita McNaught, giornalista inglese di al Jazeera, è una delle poche reporter a trovarsi a Idlib. E' stata la prima a testimoniare lo spostamento della guerra siriana verso il nord ed è riuscita a entrare a Idlib quando è iniziato l'assalto militare, nonostante la zona sia praticamente inaccessibile per i media internazionali. Nel video mostra come l'esercito di Assad stia spostando l'artiglieria pesante verso il nord.
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